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Pescasseroli

Pescassèroli (/peskasˈsɛroli/[2]; a Péšchë o zë Péšchë in dialetto pescasserolese rispettivamente per gli uomini e per le donne[3]) è un comune italiano di 2 212 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. È sede dell'ente Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Geografia fisica

Territorio

La cittadina è ubicata in una conca a quota 1 167 m s.l.m., nel cuore dei Monti Marsicani a ovest del Monte Marsicano (2 253 m s.l.m.) e a est dello spartiacque appenninico. È il comune principale del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise in cui ha sede la direzione amministrativa centrale[4]. Sul vicino monte delle Vitelle (detto anche monte Coste delle Vitelle, 1966 metri s.l.m.) ha sede un'importante stazione sciistica. Dista da Romacirca 155 km, da Napoli 160 km, da Pescara 125 km, da L'Aquila 105 km, da Frosinone 75 km, infine da Avezzano circa 55 km[5].

Clima

Pescasseroli presenta un clima freddo in inverno e fresco d'estate. A causa dell'esposizione alle correnti umide occidentali, è uno dei centri abitati più piovosi d'Abruzzo con le precipitazioni, anche nevose, che superano spesso i 1500mm annui e che sono distribuite principalmente nella stagione autunnale, invernale e primaverile. È inoltre uno dei luoghi, a parità di quota, con la temperatura media annuale tra le più basse d'Abruzzo[6][7][8].

PescasseroliMesiStagioniAnno
GenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDicInvPriEstAut
T. max. media (°C 4,0 5,6 8,4 12,2 16,9 21,2 24,4 24,8 20,7 15,3 9,9 6,1 5,2 12,5 23,5 15,3 14,1
T. min. media (°C −5,9 −5,1 −2,2 1,0 4,3 7,2 8,5 8,2 6,8 3,5 0,9 −2,3 −4,4 1,0 8,0 3,7 2,1

Origini del nome

L'etimologia del nome si è prestata, nel tempo, a varie ipotesi. Come ha ricordato Benedetto Croce nella monografia Pescasseroli, se il generico pesclum (peschio o pesco) vale come "luogo alto e ripido", configurando nel caso specifico la cresta dove sorgono i ruderi del castello, per seroli taluni avevano affermato che potesse derivare da sera, cioè il "chiavistello" posto a chiusura del varco che congiunge alle montagne delle Serre, o, come formulato dal geografo Roberto Almagià, dalla serretta, vale a dire la piccola serra che dal monte Forcella si protende verso il fiume Sangro. Lo stesso Croce, soggiungendo di non ritenere convincenti tali versioni, suggeriva anche di tener conto dell'ipotesi che il Pesclum ad Serolum, anche attestato in Pesclum Ansericum, potesse significare il «peschio presso il Sangro (lat. Sarus), che nasce poco discosto e scorre sotto quel monte, ancora povero d'acque, ancora piccolo (Sarolus, piccolo Sangro)»[9].

Storia

Età medievale

Dominio della famiglia Borrello (XI secolo), Pescasseroli passò come "suffeudo" ai di Sangro. Da questi, dopo la caduta degli svevi, giunse ai d'Aquino. Nel 1349, quando Adenolfo II d'Aquino perì, con tutta la famiglia, sotto le rovine del castello di Alvito, andò al ramo dei conti di Loreto. Nel 1461, la baroniadi Pescasseroli fu ereditata da Antonella d'Aquino, marchesa di Pescara.

Alla fine del XVI secolo, il feudo fu venduto a Giovan Giacomo di Sangro, che morì nel 1607. Messo all'asta si registrò, da questo punto fino all'inizio del XVIII secolo, una lunga successione di diversi possessori, finché nel 1705, per il prezzo di 15.770 ducati, fu acquistato dalla famiglia Massa di Sorrento, ultimi baroni di Pescasseroli, prima dell'affacciarsi della nuova borghesia ottocentesca, nel caso specifico esemplificata dalla famiglia Sipari[10][11][12].

Il tratturo Pescasseroli-Candela nacque, in epoca imperiale, come via militare che utilizzavano le legioni romane. Dal medioevo divenne un percorso pastorale della transumanza dai monti abruzzesi al Tavoliere delle Puglie. Lungo 211 chilometri è il terzo tratturo più lungo dell'Italia meridionale.

Età moderna

Il Discorso di Croce (1910)

 

« …Eppure io ho tenuto sempre viva la coscienza di qualcosa che nel mio temperamento non è napoletano. Quando l'acuta chiaroveggenza di quella popolazione si cangia in scetticismo e in gaia indifferenza, quando c'è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma e di persistenza e resistenza, io mi son detto spesso a bassa voce, tra me e me, e qualche volta l'ho detto anche a voce alta: - Tu non sei napoletano, sei Abruzzese! - e in questo ricordo ho trovato un po' d'orgoglio e molta forza. »

 

Poco dopo la nomina di senatore del Regno, ed ormai quarantaquattrenne, Benedetto Croce tornò per la prima volta dalla nascita a Pescasseroli nell'agosto del 1910. Il 21 agosto di quell'anno, dal balcone di palazzo Sipari, pronunciò un discorso, più noto come Discorso di Pescasseroli[13], nel quale salutò i propri concittadini, rammaricandosi per non essere tornato prima. La ragione di ciò era dal filosofo individuata nel timore (utilizzò anche il termine "fantasma") di disperdere le belle immagini che del borgo marsicano si era fatto, come in un sogno, attraverso i tanti racconti che, quando era piccolo, aveva udito dalla madre, Luisa Sipari.

Aveva dunque paura che il sogno non corrispondesse alla realtà. Questa, tuttavia, era migliore del sogno, tanto che Pescasseroli gli parve «più bella, più ampia, più gaia» e persino «più civile» di come l'aveva vagheggiata. Belle parole, quelle di Croce, che si conclusero anche con una sorta di profezia, secondo la quale il nome del suo paese natale sarebbe diventato in pochi anni «familiare a tutti», perché a Pescasseroli sarebbero arrivati «da ogni parte, i villeggianti e gli escursionisti».

Nel riconoscergli quell'antiveggenza che soltanto certi grandi uomini possono vantare, non va trascurato che una parte della fama del borgo sia dovuta anche all'opera dello stesso filosofo, che presentò, da ministro della Pubblica Istruzione, il disegno di legge Per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico (approvato poi con la Legge 778 del 1922), primo fondamento legislativo dei parchi nazionali italiani[14], e che scrisse la monografia di Pescasseroli, più tardi collocata in appendice alla prestigiosa Storia del Regno di Napoli.

In seguito a quella visita, Croce donò al Comune il manoscritto della Logica, che, dedicata ai suoi genitori, era uscita nel 1909.

Il 13 gennaio 1915 il catastrofico terremoto di Avezzano danneggiò in parte anche Pescasseroli[15]. Dopo i danneggiamenti della seconda guerra mondiale il centro tornò a ripopolarsi grazie soprattutto al fattore del turismo. Superata anche la criticità dovuta ai danni causati dal terremoto dell'Italia centro-meridionale del 1984[16], la cittadina è diventata una delle mete turistiche della regione, grazie soprattutto alla presenza delle infrastrutture sportive e ricettive sorte a seguito dell'istituzione dell'ente parco[17].

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di San Pietro e Paolo
Antica chiesa situata nel centro storico. Fondata intorno al 1100, in essa si trova una statua lignea di colore nero raffigurante la "Madonna col bambino" datata intorno al XIII secolo. L'8 settembre 1752 il Capitolo Vaticano, inviando una preziosa corona d'oro, procedette alla solenne incoronazione della scultura della Madonna Nera dell'Incoronata[18].
  • Chiesa della Madonna del Carmine, costruita nel 1700.
  • Cappella dell'Addolorata (o chiesa di Santa Maria degli Angeli), che appare per la prima volta in un documento del 1638. Situata accanto al palazzo Sipari è inclusa nel patrimonio della "Fondazione Sipari"[19].
  • Chiesa di Santa Lucia,menzionata in un documento del 1693. 
  • Santuario di Santa Maria di Monte Tranquillo, esistente già dal XII secolo[20].

Architetture civili

Palazzo Sipari
Nel centro storico è situato il palazzo Sipari costruito nel 1839 al posto del palazzo dei baroni Massa, ex feudatari del luogo. "Reca l'impronta di una squisita semplicissima architettura combinata con gli ultimi elementi del periodo neoclassico che languiva e con qualche reminiscenza dell'impero trionfante. Il vasto palazzo, ricco di terrazzo giardino e di sale immense, è notevole specialmente per una strana antiveggenza dell'antenato Sipari che lo volle. Quando fu costruito, la valle non era corsa che da una via mulattiera, la carrozza per Pescasseroli era ancora un sogno. E pure le porte furono aperte così vaste, gli androni furono architettati così comodi da permettere dopo un secolo il libero moto alla più poderosa automobile", così scrisse Emidio Agostinoni, in Altipiani d'Abruzzo[21]. Il palazzo ospita la casa-museo e la fondazione intitolata ad Erminio Sipari, deputato, naturalista ed ambientalista, nonché fondatore del parco nazionale. Il 25 febbraio 1866 vi nacque il filosofo Benedetto Croce.

Siti archeologici

Diverse le aree d'interesse archeologico di Pescasseroli e del suo territorio. In particolare i ruderi di Castel Mancino, posti su un'altura alle porte del paese, mentre nel centro visita del parco è esposta la tomba dei resti di una donna che abitò la zona nel VI secolo a.C. Infine, i ruderi di villaggi e ville romane tra Campomizzo (Gioia dei Marsi) e Pescasseroli[22].

Aree naturali

Pescasseroli è conosciuta come stazione climatica, luogo di villeggiatura sia estiva che invernale, e come principale centro del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Il parco nazionale venne inaugurato, con solenne cerimonia, proprio a Pescasseroli. Il 9 settembre 1922, presso la fontana di San Rocco (all'ingresso del paese, venendo da Bisegna e Gioia dei Marsi), fu svelata la seguente iscrizione lapidea: "Il Parco nazionale d'Abruzzo sorto per la protezione delle silvane bellezze e dei tesori della natura qui inaugurato il IX Settembre MCMXXII". Variegate le possibilità di escursioni e trekking che la natura incontaminata del Parco offre. Numerosi gli itinerari che si possono raggiungere a piedi, in mountain bike o a cavallo[23].

Di particolare interesse il "Parco Faunistico" con annesso centro visite dove è possibile dove vengono ospitati animali trovati feriti o che presentano problematiche che non consentono la loro sopravvivenza allo stato selvatico. Non è difficile trovare esemplari di orso bruno marsicano, lupi appenninici, caprioli e poiane. Nel "Giardino appenninico" si trovano la flora appenninica e le più disparate specie vegetali tipiche degli ambienti del Parco nazionale. Scoiattoli, picchi, cince, rampichini e fringuelli popolano il giardino[24].

Società

Tradizioni e folclore

L'infiorata

Il 30 giugno di ogni anno si celebra la festa patronale in onore di san Paolo, patrono del comune di Pescasseroli[26]. Il 24 dicembre, nella notte di Natale, viene realizzata la cosiddetta "Tomba", un grande falò davanti la chiesa parrocchiale[27].

Cultura

Patrimonio dell'umanità UNESCO

Nel 2017 i cinque nuclei di faggete vetuste ricadenti in una superficie di 937 ettari inclusa tra i comuni di Lecce nei Marsi (Selva Moricento), Opi (Val Fondillo e Valle Iancino), Pescasseroli (Coppo del Principe e Coppo del Morto) e Villavallelonga (Val Cervara), databili intorno ai 600 anni, sono stati riconosciuti patrimonio mondiale dell'umanità unitamente alle foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa. Si tratta del primo riconoscimento UNESCO per l'intera regione abruzzese[28][29].

Musei

Museo naturalistico
Il museo naturalistico ed etnografico è stato inaugurato nel 1969 nei locali di proprietà dell'ente PNALM[A 1]. È ospitato all'interno del centro visita di Pescasseroli ed è dotato anche di una sala conferenze.
Casa-museo di Palazzo Sipari
Nel palazzo ottocentesco, sede della fondazione Fondazione Erminio e Zel Sipari, sono esposti i documenti dell'archivio storico di Benedetto Croce ed Erminio Sipari[30].

Cinema

Nel centro di Pescasseroli c'è lo storico cinema comunale intitolato ad Ettore Scola[31], monosala cinematografica da 150 posti. Nel comune marsicano sono state girate le scene di diversi film del famoso regista e sceneggiatore[32].

Il cavaliere misterioso, film del 1948 diretto da Riccardo Freda è stato girato a Pescasseroli e in esterni nell'area del parco nazionale d'Abruzzo, interprete principale fu Vittorio Gassman nel personaggio di Giacomo Casanova[33]. Nel 1998 la pellicola Le faremo tanto male diretta da Pino Quartullo fu girata in buona parte a Pescasseroli. A San Sebastiano dei Marsi e a Pescasseroli furono girate, invece, diverse scene dei film Auguri professoreLa guerra degli AntòIl posto dell'anima e Scusate se esisto! di Riccardo Milani[34][35]. Il noto film La volpe e la bambina di Luc Jacquet è stato girato, in parte, nel 2007 nel parco nazionale d'Abruzzo. Infine alcune scene del film Neve di Stefano Incerti hanno immortalato i panorami marsicani e anche di Pescasseroli[36].

Eventi

Il premio nazionale di cultura "Benedetto Croce", giunto alla decima edizione, è una kermesse letteraria che dopo una lunga selezione della giuria istituzionale premia, durante l'estate, i migliori testi delle categorie narrativa, giornalismo letterario e saggistica[37].

Economia

Agricoltura e allevamento

Come per molti altri centri della parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise l'agricoltura in quota e l'allevamento rappresentano importanti fonti economiche per il paese. Non a caso Pescasseroli vanta un'importante produzione di carni bovine ed ovine legata anche alla transumanza[38][39].

Artigianato e commercio

Un impulso molto importante all'economia di Pescasseroli è dato dall'artigianato e dal commercio. Nel centro storico, in particolare le attività che operano in questi settori sono numerose e offrono innumerevoli e variegati prodotti, tra i quali i rinomati mobili rustici.[40] Un ruolo molto importante è svolto sia dagli operatori del terziario tradizionale che di quello avanzato.

Turismo

Il turismo è il cuore pulsante dell'economia. Anche in questo settore Pescasseroli è considerata il centro più importante del parco nazionale d'Abruzzo. Posta al centro degli itinerari di maggiore interesse naturalistico la cittadina offre tutta una serie di servizi in grado di soddisfare la richiesta di turisti e villeggianti che in ogni periodo dell'anno popolano l'area protetta. Centro visita del Parco, museo naturalistico, area faunistica, orto botanicoimpianti sciistici di Monte delle Vitelle, attrezzato bike park e soprattutto la natura incontaminata e selvaggia che presenta una varietà importante di flora e fauna insieme a tutti i servizi connessi e all'ospitalità degli abitanti fanno di Pescasseroli una delle mete preferite per i soggiorni estivi e per la pratica degli sport invernali[41].

Infrastrutture e trasporti

Strade

Pescasseroli è raggiungibile dalla Marsica fucense, dal casello autostradale di Pescina dell'A25 e dall'Alto Sangro tramite la Strada statale 83 Marsicana che attraversa il Parco nazionale d'Abruzzo da nord a sud-est, toccando a sud anche altri centri turistici come OpiVilletta BarreaCivitella AlfedenaBarrea e Alfedena. Dal territorio laziale è raggiungibile, invece, attraverso il valico di Forca d'Acero e l'omonima Strada Statale 509 passando per Opi. Vi si arriva anche dall'accesso secondario che, con provenienza da Cocullo (A25), attraversa la Strada statale 479 Sannite passando per la Valle del Sagittario e Scanno-Passo Godi.

Gemellaggi

Sport

Sci

Pescasseroli è una delle più note stazioni sciistiche del Centro Italia. La frequentata stazione sciistica di monte delle Vitelle è dotata di 3 seggiovie e 2 sciovie. Si praticano i principali sport invernali, lo sci alpino, lo sci di fondo e lo snowboard. Qui si trovano importanti e qualificate scuole per l'avviamento e lo sviluppo agonistico di queste discipline sportive[46][47]

Calcio

La squadra di calcio dell'A.S.D. Pescasseroli milita nei tornei dilettantistici abruzzesi. I colori sociali sono l'azzurro e il bianco[48].

Altri sport

Nel comune del Parco d'Abruzzo si possono praticare gli sport più disparati. Il Bike Park "360° Trail Center" di monte delle Vitelle permette di cimentarsi, nel rispetto delle norme di sicurezza e di condotta, in discipline come Mtb gravity, il downhill, il freeride e l'enduro. D'estate sul monte delle Vitelle si pratica il nordic walking[49].

A Settembre si svolge la gran fondo del parco nazionale d'Abruzzo, gara agonistica di mountain bike. Il percorso di circa 45 km attraversa alcuni tra i luoghi più belli e suggestivi del parco presentando un dislivello di 1100 metri[50].

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